Il video del post precedente è di un imbecillità terribile. Così terribile che, se mi fosse giunto come racconto non ci avrei creduto o l'avrei ridimensionato.
A Cagliari si raccontano eventi simili su praticanti di arti marziali.
Sia di un ragazzo che provò a eseguire un bloccaggio su cric e ottenne una splendida frattura scomposta ... comprensibile e comunque meglio il braccio della testa.
Sia di un altro che, a mo' di sfida provò a rompere con un calcio circolare una tavola da surf... pigliandola di taglio.
Anche in quell'occasione, ammesso sia vero, il risultato fu una frattura scomposta.
Per quanto mi riguarda qualcosa di idiota ( forse più di qualcosa ) l'ho vista fare anch'io.
Ne segnalo giusto una perché a ripensarci è davvero spassosa:
Il nostro istruttore di turno non era affatto contento del nostro Kiai ("grido di guerra" che va fatto assieme all'esecuzione di un colpo) . Così, serissimo, risolve di passare al metodo tradizionale per fare uscire fuori il nostro grido di guerra.
Prende una shinai (simulacro di spada giapponese in bambù, usata nel Kendo) e si mette vicino a noi.
Noi, al suo comando iniziamo il Kata eseguendo attacchi e parate seguendo il ritmo che ci dava. Al momento del Kata, quando al colpo dovevamo aggiungere il Kiai lui tira un colpo forte con la shinai sull'addome di un ragazzo.
In mezzo ai nostri Kiai "mosci" si sente un kiai prima abortito e poi , a seguito del colpo, altissimo e stridulo.
Non so come ho fatto a non scoppiare a ridere... lo stesso vale per i miei compagni di pratica. Continuiamo come se non fosse accaduto niente e quando nuovamente ci troviamo a far sentire il nostro "urlo di guerra" in palestra risuonano 19 grida da samurai e un miagolio stridulo, quello del poveraccio che cui bruciava ancora il colpo di shinai.
L'allenamento tradizionale aveva funzionato... per tutti gli altri.
“At least I did it! This is my first meal japanise-style. :-)
Thank you very mutch Chizuko Sensei!!!”
In viaggio con Roberta siamo riusciti a scovare un’associazione culturale che proponeva corsi ai turisti sulle varie arti della cultura giapponese.
Fare un breve corso di cucina ci è sembrato irresistibile e così ci siamo cimentati.
Da programma abbiamo fatto il Dashi, un brodo di pesce (sarebbe qualcosa di più ma non voglio annoiarvi) che fa da elemento base a molte ricette, la zuppa di miso con tofu e alghe, l’insalata di ... beh, una verdura che assomigliava agli spinaci e una salsa a base di sesamo, ed infine i rolled-sushi.
Il risultato di questa breve esperienza culinaria lo vedete in foto.
Se si ha pazienza cucinare Japanise-style, è fattibile e divertente. Inoltre la preparazione del cibo rende il pasto più piacevole anche per l’occhio e costringe, virtù dei vari piatti e piattini, a mangiare con calma, gustandosi i vari sapori.
Vi anticipo che con Roberta siamo riusciti a riprodurre gli “onigiri” le mitiche polpette di riso e ci stiamo studiando un modo per fare anche i Doraiaky, i pancake dolci ripieni di marmellata di fagioli azuki ... ovviamente cercando qualcosa che sostituisca degnamente i faglioli azuki.
...magari così evito di cestinare le valanghe di commenti di "anonimi" che leggono tre righe, non capiscono un accidente e mi inondano di insulti.
A tutti gli altri Buon Natale.
... e buona lettura.
Non penserete davvero che diventare “maestri imbattibili” sia così difficile?
E’ un traguardo come un altro, basta sapere esattamente come raggiungere l’obiettivo e fare, puntigliosamente, tutti i passi necessari per raggiungerlo.
Continuate a leggere.
(prego immaginare voce impostata alla Vittorio Gassman)
“LEGGERLO VI FARA’ APRIRE GLI OCCHI”
O, nella peggiore delle ipotesi, vi spingerà a cercare di diventare maestri imbattibili.
…E se vi va davvero male… davvero davvero male, potreste anche riuscirci.
Vediamo di analizzare l’obiettivo.
Punto uno: diventare Maestri.
Questo lo risolviamo in fretta in fretta.
Fate un corso (spesso basta un weekend),
Fatelo lontano, il più lontano possibile per dare un tono ricercato al vostro attestato;
Fatelo se possibile con qualcuno molto quotato in modo da brillare di luce riflessa;
Fate molte foto con tutti i maestri importanti con cui venite in contatto.
Serve altro?
Livello tecnico, capacità di insegnare, esperienza?
No.
Il livello tecnico non è misurabile.
Potete sempre dire che non mostrate tutto quello che sapete.
Perché: “E’ riservato solo ai miei discepoli più meritevoli” (che ovviamente rimangono segreti)
La vostra capacità di insegnamento non è misurabile.
Potete sempre dire che l’allievo non si impegna abbastanza o che la vostra arte non è per tutti.
Perché: “… ci vuole dedizione assoluta… Io quando mi allenavo…” e qua inventatevi una qualche storia mirabolante ma non troppo. Lasciate intendere senza svelare. Come le spogliarelliste migliori.
La vostra esperienza non è misurabile né quantificabile.
Siete troppo giovani? Vuol dire che siete dei talenti.
Siete troppo anziani? … chissà quanta esperienza avete alle spalle.
Non si sa da chi avete imparato o da quanto praticate?
Questo è il caso migliore… ognuno si immaginerà chissà cosa, se sapete stimolarne la fantasia.
Tutto ciò che serve davvero è un po’ di faccia tosta. Nemmeno tanta.
Punto due: Diventare imbattibili.
Anche questo, se sapete gestirvi, più che raggiungibile.
Anche questo richiede solo un po’ di faccia tosta.
Per diventare imbattibili, infatti basta evitare di combattere.
Non:
Evitare di combattere spesso
o evitare di combattere con i vostri allievi
o evitare di combattere per motivi poco onorevoli o quant’altro.
Ma:
Evitare di combattere, sempre e in ogni caso.
Punto.
… e dire tutto il contrario…
Ovviamente.
Naturalmente avrete bisogno di alcuni metodi efficaci per gestire una “politica” del genere.
Mistico: “Il tuo livello di energia interiore è troppo basso. Non reggeresti un confronto con me.”
Morale: “Si combatte solo quando è a rischio la propria vita”
Pietistico: “Potrei ferirti gravemente… o persino ucciderti.”
Segreto: “… già… per farmi rubare le mie strategie di combattimento vero? No grazie!”
Religioso: “ Ho fatto un voto.”
Sprezzante: “Non sei degno.”
Infine… quello che funziona meglio di tutti…
Dimostrativo/educativo:
Quando dimostrate una tecnica colpite l’allievo con violenza.
Fategli male.
Fategli capire chi comanda.
Instillategli il terrore nella vostra stessa presenza.
Deve tremare se solo alzate un braccio.
Siate spietati… funziona solo se in palestra si respira un clima da campo di concentramento...
… e voi siete l’SS che passa con occhi di ghiaccio…
Se siete abbastanza bravi in questo, potete mandare alle ortiche i precedenti passaggi.